La resa dei conti

Queste elezioni regionali ci offrono molti spunti su cui discutere e riflettere, nel centrodestra e nel centrosinistra, che si dimostrano due piattaforme politiche molto diverse, ma per certi aspetti simili.La forte astensione ,la vittoria del partito territoriale  per eccellenza, la Lega di Bossi, il crollo del Pd, i ribaltoni in Piemonte e Lazio, il laboratorio politico di Nichi Vendola in Puglia e, soprattutto il consolidamento del bipolarismo.

Al nord si è giocato praticamente un derby tutto interno al centrodestra, con il Pd a fare da ossBerlusconi_bossi2205[1].jpgervatore interessato, soprattutto in caso di ribaltamento di consensi in Veneto e Lombardia in favore del Carroccio.La Lega Nord, il partito più “antico” attualmente presente sul palcoscenico politico italiano, prima partito secessionista e xenofobo, di lotta, oggi il partito che rappresenta il territorio e le sue esigenze, che può vantare città amministrate in modo impeccabile e con il massimo dell’integrazione con gli extracomunitari(Treviso per esempio), il partito  che amministra 1000 comuni padani,oltre ad avere il ministro dell’Interno e delle Riforme.Vince questa lega, che lascia tutti dietro, Pdl compreso.Del Pd neanche l’ombra, ancora una volta la classe dirigente di sinistra sembra non aver capito le realtà venete e lombarde, i piccoli industriali, gli artigiani, gli operai,la gente di  un’area che da sola ha il Pil di tutti i Paesi Bassi.

Tempi duri per la sinistra italiana.Dal Pci del 40% dei consensi, al partito dell’Appennino che a stento riesce a vincere nelle “regione rosse”.La Crisi del Pd è strutturale, tutti i segretari che si sono succeduti alla guida hanno intrapreso linee politiche diverse, unite solo dall’anti-berlusconismo di fondo;Veltroni e il partito leggero all’americana, Franceschini e  lo scontro radicale contro il cavaliere e i riti sul Pò, Bersani(o D’alema)e il partito che non c’è.

Comincia la resa dei conti, sia a destra che a sinistra.Quanto pesano i voti al Nord della Lega?Quanto le sconfitte del Pd Bersaniano?Per il “Cavaliere”,  Bossi si è dimostrato un alleato fedele, ed escluse alcune sue sparate “celoduriste”, una persona anche molto equlibrata e realista, ma in futuro il “Senatur” alzerà il tiro, anzi, già ha fatto capire che lo stuzzicherebbe l’idea di un sindaco di Milano leghista.Il governo per ora regge, è solido e la componente più “rivoluzionaria”è  quella Finiana, quindi tutta interna al Pdl.Al momento per Silvio c’è solo una dolce vittoria, e il futuro è lontano e con qualche certezza in più.Forse.

Bersani ha detto che le elezioni il Partito Democratico non le ha perse, “c’è stato un sostanziale pareggio”.Partiamo dal 2005:Il Pd(Unione) governarnava in 11 regioni e il Pdl(ex Cdl) in 2.Nel 2010 il centrodestra vince  in 6 regioni e il centrosinistra in 7.Si, quasi un pareggio, ma con un Handicap molto elevato.Campania,Lazio, Piemonte e Calabria strappate ai democratici, Veneto e Lombardia conquistate con dei plebisciti, senza contare la Sardegna,la Sicilia e l’Abruzzo delle precedenti consultazioni elettorali.Una Caporetto per il Pd, e la linea di difesa non si distanzia molto da quella del 1917 .Senza le “regioni rosse”che tengono con qualche crepa, in Italia sarebbe veramente difficile trovare brandelli di sinistra istituzionale.Bersani non ha fatto meglio dei suoi predecessori, il partito è in fermento e si prevedono forti scossoni nei prossimi mesi.Per ora l’unico che a sinistra vince è Nichi Vendola, che non è un uomo del Pd e ha un forte carisma, quasi simile a quello di Berlusconi.Abile oratore,persona di cultura elevata, politico esperto e navigato.Nichi  dimostra di essere un ottimo governatore:inaugura opere pubbliche, parla la lingua del popolo e si mostra spesso in mezzo alla gente, si batte per migliorare la  sanità pubblica, contro il nucleare, per un rivoluzione culturale del sud e per la legalità.E cerca di creare anche il laboratorio politico pugliese, mettendo su una coalizione dall’Udc a Rifondazione Comunista.Vince, rimane governatore e lancia la sfida a Berlusconi.Mica male.Che la sinistra abbia ritrovato di nuovo un leader?Ai posteri l’ardua sentenza.

Per finire queste elezioni hanno mandato un messaggio chiaro a tutti gli scettici del sistema bipolare.L’Italia è una nazione fortemente bipolarizzata, non c’è molto spazio nè per le ali esteme nè per il comitato affaristico di centro.Si rassegnino i vari Casini,Pezzotta,Fiore,Ferrero e compagnia.Certo, è un sistema politico che va migliorato, a cominciare dal sistema elettorale nazionale, dalla riforma mai fatta sul presidenzialismo(che starebbe benissimo con il federalismo), dal confronto più sui programmi e le persone e meno sugli scandali con escort e trans.Politica migliore in un Paese in migliore, ma questa è un’altra storia, almeno per ora.

La resa dei contiultima modifica: 2010-05-03T19:55:00+00:00da luxgerrard
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