Il fango degli altri

Il teatrino della politica è sempre pronto a offrirci nuove “perle”.Da qualche tempo però, anche i vari giornali, più o meno schierati con una delle due parti politiche, si danno da fare per alimentare uno spettacolo indegno e, il più delle volte grottesco.Si va dai gusti sessuali del premier, alla casa di Montecarlo del cognato di Fini.E se le notizie non ci sono, basta inventarle.Come fece Feltri con Boffo.Le battaglie politiche ormai si combattono sulla carta stampata, a colpi di sciabola e di fioretto.Dipende sempre dal personaggio in questione.La radicalizzazione della battaglia politica ormai è un dato di fatto preoccupante, perchè quando ci si scontra non sulle idee, ma sulla persona e la si demonizza, si aprono vari spazi di riflessione, primo fra tutti il libero e non pregiudiziale confronto politico.In parole povere: lui è un mio avversario politico, non un nemico, e miro a batterlo sui contenuti politici, sulla politica con la P maiuscola, e non con dossier e campagne mediatiche studiate a tavolino per distruggere l’uomo.Questa dovrebbe essere la regola, e invece si sta trasformando in una eccezione.

In Italia, da qualche tempo abbiamo i giornali-partito scatenati.Da una parte si continua incessantemente con gli attacchi a Silvio Berlusconi, ormai dal 1994 male assoluto del Belpaese;dall’altra si cerca di eliminare , distruggere e spazzar via dalla scena pubblica e politica, qualsiasi persona ostile all’Unto del Signore.Da una parte Ezio Mauro,Giannini e Scalfari, dall’altra Feltri,Belpietro e Sallusti(per citarne alcuni).Prima che giornalisti, soldati al servizio dei loro Generali.Così, la libera informazione diventa una guerra tra due fazioni perennemente in lotta tra di loro, tra un dossier e l’altro, tra una querela e l’altra o, più semplicemente tra una colata di fango e l’altra.Perchè in questo Paese, va di moda sputtanare i nemici, e screditarli cvittorio-feltri[1].jpgon tutte le armi possibili.Per questo la stampa è uno strumento eccezionale.E i giornali che non si schierano apertamente con nessuno perdono copie, lettori e introiti.Quindi meglio essere faziosi e gettare fango, conviene.

Ma l’imbarbarimento della politica conviene veramente al Paese?Discutere mesi e mesi sui gusti sessuali di berlusconi, sulla casa  Finiana o sul presunto dossier sulla Marcegaglia , risolve per caso la crescita bassa del nostro Pil, il problema della disoccupazione giovanile o delle mafie?

L’Italia è il paese delle anomalie.C’è il presidente del Consiglio che possiede diverse televisioni private(più quelle pubbliche)diversi giornali, diverse banche, una squadra di calcio e ha interessi un pò dappertutto.Questo ormai da venti anni.C’è un’ opposizione che ha potuto nel corso delle varie legislature, se solo avesse voluto, normalizzare la situazione con una semplice legge sul conflitto d’interessi, che vietasse alle cariche  pubbliche e istituzionali di ricoprire più ruoli.Non l’ha mai fatta.Questione di interessi, forse per tutti.

Intanto loro, i soldati, continuano la guerra.Scandagliando in modo minuzioso la vita privata dei nemici politici.La macchina del fango si alimenta di illazioni, atti giudiziari, bugie e semplici dicerie.Alla ricerca di un nuovo scandalo o presunto tale da consegnare all’opinione pubblica,  così, giusto per far distogliere l’attenzione sui temi reali che interessano  veramente la gente, tipo arrivare alla fine del mese.Va così da noi, “è la stampa bellezza”.

 Sempre loro, i soldati, non si limitano a scrivere sui giornali.Partecipano anche a trasmissioni televisive.Anzi, non se ne perdono una.  Troviamo il ghigno metallico di Belpietro e l’aria da professorino di Travaglio da “Anno Zero” a “Ballarò”.Sempre schierati, ognuno con la sua fazione.Dietro la propria trincea di verità assolute.Con le loro bugie, con il loro fango.

Quanto sono lontani i tempi di Indro Montanelli.Grande uomo, prima ancora  che grande giornalista.Lui, le battaglie sul campo e in redazione le  ha quasi vinte tutte.Con il suo stile, con la sua classe.L’ultima, quella con Silvio Berlusconi, è l’emblema della sua esistenza.” Una  cosa nella vita non perderò mai, La mia dignità di uomo e di giornalista” disse quando se ne andò da “Il Giornale”.Al suo posto nel 1994 arrivò Vittorio Feltri.Il resto è storia di oggi.Con giornalisti ed editori sostituiti da soldati e Generali, per la grande Guerra  politica del nuovo secolo, quella a colpi di fango e dossier. Perchè oggi, non si fanno più prigionieri. E a noi non resta che aspettare il prossimo colpo, in silenzio.A buon rendere.

 

 

Il fango degli altriultima modifica: 2010-10-30T01:54:00+00:00da luxgerrard
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