Tempi moderni

Dopo un pò di tempo ritorno a scrivere sul mio blog.Nel frattempo sono successe molte cose di rilievo, sia a livello nazionale che internazionale.Partiamo dall’Italia.

Fini è stato cacciato dal partito che aveva co-fondato insieme a Silvio Berlusconi, Il Governo ha perso diversi deputati e senatori(poi riacquistati in un secondo momento), è nato Futuro e Libertà dalla scissione della componente “Finiana” del Pdl, e , tanto per cambiare, il Premier e i suoi avvocati/parlamentari sono impegnati in disegni di legge per evitare processi di vario genere(concussione,corruzione,prostituzione minorile).

Nulla di nuovo sotto il cielo della politica italiana; in fondo il premier cerca di non farsi processare dal 1994, i partiti e partitini nascono ogni mese, vuoi per rancori personali, vuoi per interessi di poltrone, e la compravendita e il trasformismo esistono da quando era primo ministro Giolitti. Insomma, siamo alle solite:La politica italiana si occupa di tutto, tranne che dei reali problemi del Paese.

Molto più interessante lo scenario che si è andato delineando oltre confine.E neanche cosi lontano.Il vento delle rivoluzioni democratiche ha soffiato su tutta l’area del Mahgreb, investendo soprattutto Egitto, Tunisia  e Libia.Tra le dimissioni di Ben Ali, la destituzione di Mubarak e il tentativo ancora in corso di spodestare Gheddafi ,le dinamiche sia sociali che politico-culturali che hanno portato a queste epocali trasformazioni sono molto diverse e variegate tra loro.

L’Area nordafricana è sempre stata in fermento, soprattutto per il ruolo strategico che ricopre, oltre che per le preziose risorse minerarie che custodisce nel sottosuolo.Una continua polveriera di passioni, voglia di libertà e cambiamento che accompagna e accomuna questi popoli da diversi decenni.

I fattori che hanno portato a queste rivolte vanno ricercati sicuramente nella mancanza totale o parziale di libertà di stampa e parola, ma anche nel dislivello sociale che con il tempo questi regimi autoritari hanno creato.Si prenda la Libia per esempio, governata da Muammar Gheddafi dal 1969.Dopo aver guidato il colpo di Stato militare e aver estromesso dalla guida del paese Re Idris( reo di esser stato troppo tenero con Usa e Francia), il Rais, che proviene da una  tribù minoritaria libica, ha gestito il potere fino a ieri.In oltre 40 anni  di governo ha cambiato più volte linee di politica estera, dal moderatismo laico, all’estremismo fanatico e feroce.Ha cambiato più volte pelle il Rais, ma avuto in fondo sempre gli stessi nemici:Usa e Israele.Personaggio pittoresco, dotato di un grande fiuto politico,poco incline alle critiche e molto narcisista, ha sempre avuto rapporti d’oro con L’Italia.Dai tempi di Craxi, che lo avvertì del bombardamento degli Usa(in cui perse la vita la figlia), fino al baciamano di Berlusconi.

Una storia di amore e odio con il Belpaese e, soprattutto di interesse comuni.Il petrolio e il gas da una parte, il riconoscimento internazionale e la chiusura decorosa e “giusta” del periodo coloniale dall’altro.Questo almeno è quello  apparso alla luce del sole.

Discutere dell’attgheddafi.jpgeggiamento italiano, del nostro governo e in particolare del nostro premier mi sembra strumentale, sbagliato e fuori luogo.Nessuno nega però, che le esagerazioni folkloristiche concesse al leader libico, siano state quantomeno poco opportune, soprattutto per l’immagine dell’Italia all’estero.Detto questo, il primo ad accogliere Gheddafi in Italia è stato Prodi, in quel periodo premier e leader del centrosinistra italiano.Come a dire,Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Il rais per ora regge, asserragliato nel suo bunker a Tripoli.Non si ancora come andrà a finire, certamente la comunità internazionale, la Nato, e gli Usa si stanno muovendo e valutano sanzioni e azioni militari per liberare il paese dal dittatore.Potrebbe finire qui l’avventura al potere di Gheddafi, certamente queste ondate  rivoluzionarie che hanno colpito il Mahgreb fanno ben sperare anche per altri Stati  limitrofi, e non meno strategici di Libia, Egitto e Tunisia.Cominciano a traballare anche i regimi in Bahrein e soprattutto in Iran, dove Ahmadinejād , che gode comunque anche di un discreto seguito tra la sua gente, sta cercando di reprimere nel sangue le rivolte degli oppositori.Sangue, passione civile e la rete.Un nuovo alleato, forte e potente, quasi come le armi atomiche millantate dallo stesso Ahmadinejād.Grazie a internet tutto il mondo occidentale è venuto a conoscenza delle stragi, delle esecuzioni sommarie e delle atrocità commesse nei paesi in rivolta.E, grazie a internet che la gente si è organizzata e si organizza per resistere.Resistere per un futuro migliore, perchè la storia, loro la stanno riscrivendo.

Tempi moderni, tempi di grandi cambiamenti in quasi tutto il mondo.Da noi invece, l’orologio della storia sembra essersi fermato al 1994.

Quando Berlusconi era presidente del consiglio, Il milan dominava in italia e in europa, c’erano mediaset e la rai in competizione, Vasco Rossi cantava con grande successo “Senza parole”, Giuliano Ferrara conduceva “Radio Londra” e si discuteva di nucleare.

Tutto cambia perchè nulla cambi.Ma in fondo, come canta De Gregori” La storia siamo noi”.

Tempi moderniultima modifica: 2011-03-05T02:30:00+00:00da luxgerrard
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2 pensieri su “Tempi moderni

  1. Purtroppo in Italia siamo intrappolati nel qualunquismo e nella banalità. Sento troppa gente che dice di odiare la politica, ma che poi della politica se ne frega completamente, sento troppa gente che si definisce anarchica, magari con il k perchè fa fico, che poi alla fine si piazza davanti allo schermo a guardare il grande fratello. Però non voglio di certo essere arrendevole e disfattista. Bisogna continuare a lavorare. Ci vuole unione ma soprattutto coscienza

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